IL SORRISO E’ CONTAGIOSO ?

IL SORRISO E’ CONTAGIOSO ?

sorrisoIn un’intervista sul quotidiano Repubblica del 27 agosto scorso, il Prof. Giacomo Rizzolatti spiega bene come anche i sentimenti siano “contagiosi”.

E’ sempre una gioia per me quando la scienza conferma intuizioni pratiche e soprattutto quando grazie a scoperte scientifiche si possa giungere a grandi evoluzioni comportamentali quotidiane.

E’ il caso descritto in questa intervista,  specialmente quando il Professore parla di amore e sentimenti.

In particolare porta ad esempio la potenza del semplice sorridere:

“La reazione a una domanda posta da una persona in maniera gentile e sorridente è completamente diversa da quella ottenuta da chi fa la stessa domanda in modo brusco. Il sorriso passa all’altro, come il riso. Certi comici fanno ridere solo per la qualità della loro risata. Lo sbadiglio si attacca non solo a chi lo guarda, ma anche a chi ascolta una storia in cui viene evocato”. *

Attenzione, non parlo del classico “sorriso falso“: se vogliamo che il nostro sorriso sia veramente contagioso deve nascere da dentro, essere sincero e frutto di uno stato d’animo realmente equilibrato e sereno. Quando si fa un sorriso falso, le persone capiscono immediatamente che è un sorriso falso!

Lo stato d’animo delle persone è chiaramente identificabile dagli altri grazie ai neuroni specchio.

Continuando l’intervista, afferma una grande verità in campo aziendale:

“purtroppo spesso il capoufficio non pensa che, avendo un rapporto empatico con gli altri, li farà lavorare meglio. Viceversa crede di poter avere risultati migliori con il terrore, ottenendo l’effetto opposto“.

Ti è mai capitato di conoscere persone che  utilizzano la paura o la tristezza come strumenti di persuasione? Otterranno solamente paura e tristezza!

Possiamo serenamente affermare che la qualità dei rapporti umani sia fondamentale nelle aziende, come  motore della produzione.

La scienza ci suggerisce tanti spunti riferibili alle dinamiche nelle relazioni interpersonali:  ci sono aziende che presentano una varietà ampia di errati rapporti di comunicazione: pensa ad un Direttore Generale che non va d’accordo con l’Amministratore Delegato, o semplicemente a impiegati che, non essendo compatibili a livello comunicativo, decidono di collaborare tra loro il meno possibile. Secondo te quanto costa questa dinamica ogni anno nella produttività  aziendale?

Probabilmente in un vicino futuro il mercato premierà chi avrà imparato veramente a sorridere e riuscirà a diffondere, attraverso il suo stato d’animo, un clima equilibrato, sereno e comunicativo: a tutto vantaggio della produzione.

Attendiamo pazientemente, preparandoci già mentalmente ad affrontare il nostro impiego quotidiano con il buonumore!