Facebook: si contagiano le emozioni?

Facebook: si contagiano le emozioni?

catturaHo letto di un recente articolo che parlava di come le emozioni si possano trasferire agli altri e ovviamente ne sono rimasto incuriosito. Si parla del contagio emotivo su Facebook, e del fatto che anche nel social network più famoso del mondo si possano in qualche modo “subire” gli stati d’animo altrui.

Mi occupo di empatia da anni avendo approfondito e sperimentato nella pratica quotidiana come i neuroni specchio, forti della loro capacità di farci entrare in “risonanza” con gli altri, siano coinvolti nella comprensione sia delle azioni che delle emozioni altrui. Ora anche gli esperti di psicologia trattano l’argomento e a quanto pare dimostrano che gli “stati” che leggiamo su Facebook  in qualche modo influenzino il nostro stato d’animo. Direi che è proprio così, anche se penso sia necessaria una precisazione. Questi stati virtuali vengono in qualche modo “selezionati” preventivamente dal lettore, che leggendoli ne intuisce man mano la finalizzazione; nella realtà questo non si può fare, perché i neuroni specchio si attivano immediatamente e non è possibile selezionare lo stato d’animo da “imitare”.

In Facebook, leggendo uno status, riusciamo a comprenderne il valore “emozionale” già dopo le prime parole, dalle immagini corredate, ed è una nostra scelta continuare o meno nella lettura una volta intuita la qualità emotiva. Chiaramente, continuando a leggere fino in fondo lo status “apparentemente pessimista” siamo costretti  in qualche modo a viverlo e prima o poi “riprodurlo” in noi per poterlo comprendere profondamente, e questo eventualmente è il momento del contagio emotivo.

Per non cadere in questo tranello del contagio (inevitabile e immediato nelle relazioni personali “reali”) potremmo scegliere di non continuare a leggere il resto del messaggio e passare avanti, optando per la lettura di status apparentemente differenti.  Questo nel mondo virtuale si può fare, nella realtà no: pensate a quando siamo costretti ad ascoltare i lamenti o il pessimismo di qualcuno…

Ognuno ha un suo stile di comunicazione anche su Facebook, che non necessariamente coincide con lo stile comunicativo reale.

E allora scopri che un tuo conoscente ha un umore abituale molto peggiore (o migliore!) di quello che pensavi, e questo ti permette di sapere informazioni che spesso non immaginavi. Un’interessante domanda da farsi è: quali messaggi decidi di leggere più spesso in Facebook? Leggi più spesso gli amici che diffondono cose tristi, pessimiste, oppure cose serene e allegre? Siamo noi che decidiamo di chi circondarci e dove focalizzarci, quindi direi che il contagio emotivo sui social network è fortemente legato alle nostre scelte, che, casualmente, riflettono anche le focalizzazioni che scegliamo nella vita reale… vero?