Coaching e formazione per studenti

Coaching e formazione per studenti

coaching-scuolaAnche quest’anno mi occuperò di formare  ragazzi di alcune scuole superiori.

E’ un ambiente diverso dalle aziende, un servizio diverso dal coaching che offro per i dirigenti o i manager: avere a che fare con i ragazzi di quarta e quinta superiore è un’esperienza che prima di tutti forma me. Ogni volta ringrazio i ragazzi per quanto mi insegnano del loro mondo  e soprattutto delle loro paure che spesso sfuggono all’occhio dei genitori, impegnati a destreggiarsi loro malgrado in una crisi che porta via molto tempo oltre che risorse che potrebbero essere dedicati all’ascolto dei figli.

Ragazzi con sogni e  speranze a volte soffocati dalla cultura del dover diventare i primi, i migliori, quelli che vincono la competizione imposta dalla società. Si apprestano ad avere gli esami di maturità e davanti a loro si materializzano dubbi, quintali di domande, confusioni, ansie e timori di sbagliare. Molti non sanno, ed è assolutamente normale, cosa vorranno fare, cosa vorranno diventare nel  futuro. Mi piace dire a questi ultimi che anche io penso spesso a cosa fare da grande;  possono continuare a studiare oppure lavorare, purchè  si interroghino su quello che sentono di desiderare, ascoltando i consigli dei più esperti come i genitori o gli insegnanti, e soprattutto ascoltando se stessi.

Svolgere un servizio di coaching mirato all’equilibrio, all’auto consapevolezza , al riconoscimento dello stato d’animo altrui e il rispetto delle diverse sensibilità è come un qualcosa in più che i ragazzi accolgono con attenzione e apertura; spesso faccio l’errore di aspettarmi che gli esempi che racconto siano poco interessanti per loro, ed invece scopro ogni volta una maturità e una voglia di crescere che mi lasciano un’emozione difficilmente descrivibile.

Sarò un sognatore ma credo veramente che in tutte le scuole evolute debba essere introdotto un modulo formativo, anche breve, che tratti i temi dell’intelligenza emotiva.

I ragazzi sono più recettivi di quello che si immagini su questi argomenti ed è giunta l’ora che la scuola alleni tale tipo di intelligenza oltre che quella logico matematica e razionale. Le emozioni sono parte integrante della nostra vita e la scuola deve tenerne conto, è una scelta non più rimandabile. Una vera e propria “alfabetizzazione emozionale” darebbe dei grandissimi benefici ai ragazzi perché permetterebbe relazioni più sane, più autentiche e meno aggressive, limiterebbe di molto dubbi e ansie sul futuro e riuscirebbe a far sfruttare al meglio le loro energie per produrre uno studio e anche dei pensieri di maggiore qualità.

Secondo voi ne vale la pena?