Lie to Me, Paul Ekman e Edgar Allan Poe…

Lie to Me, Paul Ekman e Edgar Allan Poe…

lie-to-meIl grande Paul Ekman, famosissimo psicologo e probabilmente uno dei massimi esperti di comunicazione non verbale, sostiene che solamente copiando dettagliatamente l’espressione di un’altra persona possano emergere gradualmente in noi le sue stesse emozioni.

Nel nostro interno esiste una sorta di memoria delle micro espressioni facciali che ci rimanda alle sensazioni interne che abbiamo “catalogato” in anni di vita proprio per quel tipo di espressioni.  Per gli appassionati suggerisco l’ottimo “Te lo leggo in faccia” (Ed. Amrita, 2008)  proprio di Paul Ekman, il quale è anche ispiratore e consulente della serie televisiva “Lie to Me“.

La cosa decisamente interessante è che circa 150 prima, Edgar Allan Poe arrivò a teorizzare qualcosa di stupefacente per l’epoca.

…nel racconto “la lettera rubata” del 1845, il noto scrittore e poeta statunitense, considerato il padre del racconto poliziesco e del giallo psicologico scriveva:

quando desidero scoprire quanto sia saggia, stupida, buona o malvagia una persona, o cosa stia pensando in un dato momento, atteggio il mio volto, con la maggiore accuratezza possibile, nella stessa sua espressione, quindi aspetto di vedere quali pensieri o sentimenti sorgono nella mia mente o nel mio cuore, complementari o corrispondenti all’espressione

perchè è arrivato a questo “meccanismo”? cosa l’ha portato a pensare che fosse necessario “copiare” le espressioni degli altri per capirne la loro vera natura?

Sicuramente anche ai suoi tempi era un fattore determinante comprendere la natura sincera o meno delle persone. Avere a che fare con la disonestà e con la falsità non è mai convenuto a nessuno, ed è per questo che spesso sei molto attento e concentrato a capire se gli altri ti stanno mentendo oppure no.

Lo “strumento” di Poe è piuttosto empirico, ma fornisce spunti curiosi che abbiamo già affrontato parlando di”modellamento“: copiando gli altri, ne posso provare anche le sensazioni più nascoste?

A questo punto già sappiamo che la “volontà” di copiare è diversa, nella sostanza, dal processo di imitazione involontaria declinato in questo blog e per il quale abbiamo dibattuto sul ruolo principe giocato dai neuroni specchio.

Certo ai tempi di Edgar Allan Poe non si sapeva che questo processo fosse molto più rapido di quel che si pensasse e diventasse proprio uno degli oggetti degli studi sui neuroni specchio molti anni dopo, tuttavia è interessante sapere che ne avesse anch’egli intuito alcuni caratteri generali.

E’ affascinante leggere “aspetto di vedere quali pensieri o sentimenti sorgono nella mia mente o nel mio cuore“: la trovo una frase straordinaria.

Quanto tempo avevano a disposizione una volta per ascoltarsi? Forse il ritmo della vita era meno intenso?

In ogni caso, è una cosa che tutti noi possiamo fare anche ora, in qualsiasi momento, per capire quali sono i messaggi che diamo agli altri… Quando desideriamo mascherare le nostre emozioni più intime, i micro movimenti del nostro volto portano ad una “fuga di notizie” incontrollata. Prenditi tutto il tempo necessario ad ascoltare quello che emotivamente scaturisce dalle tue convinzioni profonde, perchè, come continuo a dire senza mai stancarmi, ne vale sicuramente la pena.

…sai quali sono i messaggi che TU dai alle persone alle quali ti relazioni?