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Litigare costa: gestire i conflitti per aumentare benessere e produttività

Scritto da Matteo Rizzato | Jan 23, 2026 11:48:11 AM

C’è una frase che ripeto spesso durante la formazione aziendale: “litigare costa”.

I conflitti sul lavoro hanno un impatto enorme: tempo perso, energie sprecate, produttività che crolla. E il costo, oltre che economico, è soprattutto emotivo, relazionale, umano.

Molto spesso, all’interno delle aziende, le persone sorvolano su quanto i conflitti di lavoro incidano sul clima organizzativo, e sulla loro vita privata. Eppure basta poco: una comunicazione fraintesa, una riunione finita male, un commento lasciato lì con leggerezza.

Il risultato? 

Tensioni che si trascinano per mesi, a volte per anni, minando la collaborazione e la fiducia reciproca.

Perché gestire i conflitti sul lavoro è fondamentale

Parliamo spesso di produttività, di obiettivi, di performance. Ma c’è un elemento invisibile che può sabotare tutto: le tensioni che si vivono a livello umano.

La formazione mirata alla gestione dei conflitti in azienda è un’opportunità per fornire ai collaboratori strumenti per trasformare le tensioni, i malintesi e le incomprensioni in occasione di crescita personale e collettiva.

Spesso, i contrasti sul lavoro originano da motivazioni che hanno a che fare con l’organizzazione del lavoro, la ripartizione dei compiti, e anche la chiarezza sui ruoli e sulle responsabilità delle persone coinvolte in un progetto. 

Altre volte, in modo più latente, i malumori si annidano tra le pieghe di antipatie, errate comunicazioni, incompatibilità caratteriali.

Un conflitto, oltre a creare fratture, rallenta i processi, moltiplica gli errori e soprattutto riduce la motivazione delle persone.

Al contrario, una buona gestione dei conflitti sul lavoro:

  • riduce i costi nascosti legati a ritardi e incomprensioni;
  • migliora la collaborazione nei gruppi di lavoro;
  • rafforza il senso di appartenenza all’interno del team;
  • aumenta l'equilibrio e il benessere collettivo.

Saper riconoscere le ragioni del conflitto è importante per risolvere e prevenire eventuali conflitti futuri.

Litigare costa, mentre saper gestire i conflitti è un vero e proprio investimento a lungo termine.

Gestione dei conflitti in azienda: dove nascono e come gestirli

I conflitti possono avere motivi diversi, ma quasi sempre hanno una radice comune, e cioè la comunicazione inefficace:

  • pensiamo di essere chiari, ma non lo siamo;
  • crediamo di ascoltare, ma in realtà aspettiamo solo il nostro turno per parlare;
  • sottovalutiamo il ruolo delle emozioni, che invece guidano gran parte delle nostre reazioni;
  • dimentichiamo che anche le nostre espressioni facciali e la nostra gestualità hanno un contenuto emotivo che viene processato dagli altri.

È così che una piccola divergenza diventa un conflitto, a volte difficile da risolvere.

La buona notizia è che la gestione dei conflitti, nella vita privata come nei gruppi di lavoro, non è una dote innata, ma una competenza che si può imparare e allenare.

Alcuni strumenti concreti:

  • consapevolezza: riconoscere i propri automatismi comunicativi e imparare a regolare le emozioni;
  • empatia: comprendere davvero la prospettiva dell’altro;
  • comunicazione congruente: allineare noi stessi a tutti gli elementi che compongono la comunicazione umana, compresi i nostri valori e pensieri;
  • feedback costruttivo: trasformare l’errore in occasione di apprendimento condiviso attraverso tecniche di formulazione delle domande in base al modello dei Livelli Dinamici di Comunicazione

Allenare queste competenze, oltre a ridurre i conflitti, innalza il livello di collaborazione e di benessere in azienda. Nelle aziende la gestione dei conflitti è la base.

Perché quando i conflitti vengono ignorati, il prezzo che si paga è alto

  • assenteismo
  • calo della produttività
  • perdita di talenti
  • peggioramento delle condizioni psicofisiche generali
  • peggioramento del wellbeing aziendale

Quando si impara a gestirli in modo efficace, si creano le condizioni per un ambiente di lavoro più sano, dove le persone si sentono ascoltate, rispettate e valorizzate.

E questo, oltre che a portare risultati migliori sul lavoro, conferisce anche più equilibrio nella vita personale, più soddisfazione, più felicità.

I conflitti accadono ogni giorno anche nelle relazioni personali: in famiglia, nella coppia, con gli amici. Un malinteso, una parola detta male o un silenzio protratto troppo a lungo possono trasformarsi in veri muri che allontanano le persone.

Il punto è che le dinamiche sono le stesse: malintesi, comunicazione errata, aspettative deluse, e così via. Da una piccola cosa si possono scatenare asti e risentimenti che si protraggono per mesi, se non anni, incidendo sulla qualità dei rapporti familiari, sulla loro stessa sussistenza e addirittura su aspetti economici e finanziari. 

Quante volte ci portiamo al lavoro i malumori che viviamo nella vita privata? 

Senza rendercene conto, sentimenti di rabbia e frustrazione diventano parte del nostro vivere quotidiano, che riversiamo anche nel contesto lavorativo: scarsa flessibilità, estrema sensibilità alle critiche, atteggiamento oppositivo.

Se non impariamo a riconoscere e gestire i conflitti nella vita privata, finiamo per trascinarli anche sul lavoro, e viceversa. 

Per questo sviluppare competenze di comunicazione ed empatia è un investimento che porta benefici in tutti i contesti. 

Attualmente, il Team HUMANDIVE è in grado di progettare interventi formativi unici e ad alto impatto, con la formazione degli utenti al delicato meccanismo della Disconnessione Empatica, noto dal 2018 anche in campo clinico, tratto dai modelli di comunicazione già in uso tra medico e paziente1 e pubblicati a livello internazionale.

Quando impariamo a gestire i conflitti, miglioriamo la qualità delle relazioni in senso ampio: sul lavoro e nella vita, in una direzione di sostenibilità umana. 

 

 

Fonti

1) Empathic disconnection and the patient-physician relationship in clinical practice