L’ago nel pagliaio…

L’ago nel pagliaio…

pissarro-haystackDesidero parlarti ancora di serendipità, perché mi piace pensare che sia un aspetto molto curioso della nostra vita, oltre che divertente.

Ho già scritto un precedente post sull’argomento, e nonostante questo desidero riproporlo.

Qualche volta ti sei per caso imbattuto in qualcuno che ha pronunciato le parole:

“è come cercare un ago in un pagliaio”?.

Capita spesso, ma come mai secondo te si pronuncia questa frase?

Ho interpellato molte persone e tutte sono concordi su una cosa: parole del genere mirano a demotivare chi le ascolta.

Del resto, trovare un ago in un pagliaio può essere davvero complicato…

Esempio, in un dialogo tra amici..

A: “Vorrei trovare un lavoro in centro città…”

B: “Lascia perdere, è come cercare un ago in un pagliaio…”

Come puoi vedere, la frase del soggetto B è orientata a “fiaccare” l’intenzione dell’amico A. Cosa potrà mai generare una frase così nel soggetto A? Voglia di continuare a cercare? Probabilmente no…e i neuroni specchio di chi lo osserverà riusciranno a captare la sua demotivazione!

L’esempio del cercare (o trovare) l’ago in un pagliaio mi è molto caro, perché mi diverto ad immaginarmi nella situazione in cui lo sto cercando… e mentre cerco l’ago trovo una bussola, una banconota, una bicicletta, un cane, un orologio, un libro…

Ho trovato l’ago? Non ancora… ma quante cose ho scoperto mentre lo cercavo?

Sono sicuramente più ricco di prima… anche se non ho trovato l’ago!

Ti riporto una frase che mi fa sempre sorridere…

“la serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino.”

(Julius Comroe Jr., 1976)

Andando oltre alla malizia, effettivamente un tempo chissà cosa nascondevano nei pagliai… probabilmente le cose più care.
La serendipità è quel momento in cui trovi una cosa mentre ne stavi cercando un’altra. E, aggiungo, la cosa che trovi è altrettanto importante, se non addirittura di più.

A volte qualcuno ti propone di recarti da qualche parte, magari ad ascoltare un convegno, un concerto, un’opera, o semplicemente ti chiede di “uscire di casa” a fare due chiacchiere. La pigrizia spesso può portarti a rifiutare, preferendo l’ozio improduttivo.

Sarebbe sufficiente superare l’inerzia iniziale per esporsi al “rischio” (positivo, chiaramente) di trasformare quella che inizialmente sembrava un’azione noiosa, in qualcosa di stupefacente per numero di nuove opportunità. Se fossi stato a casa non avresti scoperto, per esempio, aspetti diversi sul nostro interlocutore, non avresti conosciuto tre nuove persone (tra le quali il tuo futuro datore di lavoro!) e non avresti scoperto che in quella gelateria fanno un gelato straordinario.

Quello che dico sempre è che vale la pena “continuare a cercare”, cercare il più possibile, anche cose inizialmente poco interessanti, perché potresti trovare oggetti, esperienze, insegnamenti, persone che non avresti mai pensato di incontrare.

…e quando senti di desiderare di intraprendere una strada nuova e hai mille dubbi sul fatto di riuscire o meno a trovare quello che cerchi… pensa a quante altre cose, quante esperienze troverai durante il tuo percorso!

A volte poco importa arrivare a destinazione (trovare l’ago)… perché è soprattutto il viaggio a farti scoprire cose straordinarie.

Buona ricerca !