Susanna Tamaro: una voce dal cuore

Susanna Tamaro: una voce dal cuore

susanna_tamaroMi è capitato di leggere un magistrale articolo di Susanna Tamaro pubblicato nel Corriere della Sera del 14 luglio scorso e intitolato “Raccontare il bene, con parole semplici”.

Si parla di “modelli positivi da imitare”, e la mia attenzione si è subito lasciata catturare.

Nel parlare di necessità di riscoprire il buonsenso comune nella civiltà attuale, la grande scrittrice italiana parla di riscoperta di equilibrio di giudizio e di comportamento, di saggezza che negli ultimi anni è stata persa insieme all’idea del “bene”, ridicolizzata, aggredita, derisa.  Parla di “musica delle tre S” (soldi, sangue, sesso), che ha “corroso come un tarlo la grande cattedrale che ha sostenuto per millenni la nostra civiltà”.

E’ un articolo impetuoso, di quelli che ti costringono, mentre leggi, a riprendere fiato.

Ad un tratto Susanna Tamaro scrive di violenza, di bambini. E parla dell’esposizione infantile alla violenza che nella società attuale è diventata quasi un fenomeno scontato, “un imprinting che da quarant’anni va avanti nel silenzio più assordante”.

E’ nella parola imprinting che ho colto una certa assonanza con i concetti più volte espressi in questo blog, e seguendo con passione l’articolo sono giunto a parole che desideravo da tempo veder scritte da un’autrice di così alto profilo:

“il sistema dei neuroni specchio, infatti, ci rende capaci di comprendere, codificare e decodificare, di osservare i comportamenti e di farli nostri, imitandoli. Se io vedo sgradevolezza, brutalità, cinismo, violenza, crescerò seguendo devotamente questi canoni. E’ proprio per questa ragione che, per migliaia di anni, le società umane, desiderose di rimanere tali, hanno sempre posto davanti a sé modelli positivi da imitare e seguire. Perché i neuroni specchio ci permettono di sviluppare l’empatia, il primo e più importante fondamento del vivere civile.

Solo una società totalmente impazzita come la nostra può pensare che i bambini possano venir nutriti con il peggio per poi diventare magicamente dei cittadini onesti, responsabili e maturi.

E’ inutile mentire, procrastinare, perdere tempo continuando ad esaltare modelli che hanno dimostrato la loro cecità evolutiva. Riportare in vita il buon senso, riposizionare al centro del discorso umano l’idea del bene è una priorità urgentissima. Il bene non è una mielosità illusoria per essere pavidi o soggiogati ma una conquista per persone forti che non hanno timore di mettersi in gioco, accettando la sfida di essere impopolari.”

Credo  non ci sia alcunché  da aggiungere, se non ringraziare Susanna Tamaro.